LA SCOMPARSA – I funerali si terranno domani al tempio laico di Staglieno
È morta Ostilia “Lilia” Mulas leader del movimento Lgbt
È mancata domenica scorsa dopo una lunga malattia, Ostilia “Lilia” Mulas, attivista movimento Lgbt italiano e lesbofemminista storica. Aveva 58 anni. Nominata nel 2011 presidente del Comitato Arcigay Genova l’Approdo, propose un programma articolato e ambizioso, la volontà di proseguire sulla strada della costituzione di un centro servizi, già avviato con il telefono e con lo sportello legale, pensando innanzitutto ad un centro di documentazione e ad uno sportello che si occupi di migranti lgbt. L’impegno a rimanere attore presente nel dibattito pubblico regionale e cittadino e l’intenzione di riprendere da subito il lavoro per portare, insieme alle istituzioni, ad una rapida applicazione della Legge Regionale contro l’omofobia e la transfobia. L’associazione riprende a lavorare con il corso di formazione Arcigay, riconosciuto dal ministero. Il positivo secondo, organizzato con Anpas Liguria e Arcigay Torino, sul tema del rapporto medico/paziente con pazienti sieropositivi e terminali. L’Approdo è un’associazione aderente ad Arcigay (associazione nazionale gay e lesbiche di Genova e aperta a tutti, omosessuali ed eterosessuali di tutta la Liguria). I funerali di Lilia Mulas, presidente fino al 2013 del Comitato Territoriale Arcigay Genova, si terranno domani alle 11.30 nel Tempio laico del Cimitero di Staglieno. La stessa Lilia Mulas ha chiesto che non vengano offerti fiori, ma bandiere e altri simboli lesbici ed Arcigay. Da ieri sera è aperta la camera ardente allestita presso l’obitorio dell’Ospedale San Martino.
Arcigay Genova - Approdo Lilia Mulas A.P.S.Anticipazione Editoriale del libro di Massimo Consoli “Ecce Homo”, scritta da Anselmo Cadelli per OMPO’s.
Appello di «Rome Gay News» ai giornali stranieri, firmato da Claudio Terribili, in lingua inglese.
Articoli a firma di Massimo Consoli e Giovanni Moro dal 02/04/1993 al 15/04/1993 pubblicati su «Paese Sera»:
1) “Era la peste, ora la considerano una malattia. Cronica”;
2) “Gay, che buffonata quella taglia”;
3) “Sulla strada della piena integrazione la polizia risponde, il Campidoglio no”.
Gennaio 1996 – Dicembre 2000. Il fascicolo contiene articoli di giornale sui temi LGBT raccolti da Massimo Consoli dall’anno 1996 all’anno 2000. Tra gli articoli conservati si ravvisa la presenza di un pezzo pubblicato da La Repubblica dove la soprintendente archivistica per il Lazio, Lucia Principe, riconosceva come “bene di notevole interesse storico e fonte indispensabile per la storia sociale e contemporanea” l’archivio Massimo Consoli.
Gennaio 1980 – Dicembre 1989. Il fascicolo contiene articoli di giornale sui temi LGBT raccolti da Massimo Consoli risalenti agli anni Ottanta. Di particolare interesse un approfondimento del Corriere della Sera dove si correlava il rapporto fra orientamento sessuale e creatività.
Gennaio 2001 – Dicembre 2003. Il fascicolo contiene articoli di giornali sui temi LGBT raccolti da Massimo Consoli dall’anno 2000 all’anno 2003. Tra gli articoli si ritrova un approfondimento su una presunta omosessualità di Adolf Hitler.
Gennaio 2004 – Dicembre 2006. Il fascicolo contiene articoli di giornali sui temi LGBT raccolti da Massimo Consoli dall’anno 2004 all’anno 2006. In questo fascicolo si ritrovano diversi articoli volti ad offrire una ricostruzione giornalistica riguardo l’omicidio Pasolini.
Gennaio 1960 – Dicembre 1979. Il fascicolo contiene articoli di giornali sui temi LGBT raccolti da Massimo Consoli risalenti agli anni Sessanta e Settanta. Il fascicolo appare di particolare importanza in quanto si pone in un periodo storico in cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità ancora non aveva dichiarato la depatologizzazione dell’omosessualità, cosi che la stampa riportava spesso teorie legate a “cause” dell’omosessualità non in linea con la definizione dell’OMS come “variante naturale del comportamento umano” che sarebbe poi arrivata nel 1990.