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Biglietti di auguri inviati a Massimo Consoli
IT ARC-RM FMC-S2-B1-F4-D036 · Unità documentaria
Parte di Fondo Massimo Consoli

Biglietti di auguri inviati a Massimo Consoli per il suo cinquantesimo compleanno, da parte, tra gli altri, di: Tiziano Bedin, Leslie Durham, Maurizio Palomba, Roberto Del Favero, Andrea Bellini, Deborah Di Cave, Laura Consoli, Kurt Krickler

IT ARC-RM FMC-S2-B1-F4-D035 · Unità documentaria
Parte di Fondo Massimo Consoli

Documento che attesta la consegna da parte di Massimo Consoli ad un destinatario di nome Unaegbu di un nastro VHS con «immagini registrate delle prime manifestazioni del movimento gay italiano», destinata al programma televisivo «I Cattivi Maestri»; in allegato alcune foto tratte dal nastro.

Articolo su “Gaycharta 89”
IT ARC-RM FMC-S1-B1-F3-D009 · Unità documentaria · 13 gennaio 1990
Parte di Fondo Massimo Consoli

Articolo su “Gaycharta 89”, supplemento a Rome Gay News del 13 gennaio 1990: prontuario per i mass media italiani sui termini corretti da utilizzare per un linguaggio non omofobo

IT ARC-RM FMC-S2-B2-F3-D003 · Unità documentaria · 1979 aprile 4
Parte di Fondo Massimo Consoli

4 April 1979

Ce l’aspettavamo, ormai, da un momento all’altro.
Era nell’aria.
Troppe notizie preoccupanti arrivavano da Teheran, ed il cliché della “rivoluzione islamica” era troppo somigliante a mille altre “rivoluzioni” fasulle che nel corso della storia sono culminate nello sterminio degli omosessuali.
Perciò ce lo aspettavamo da un momento all’altro.
Le prime avvisaglie erano nell’aria già da quando arrivò in Occidente la parola “repubblica islamica”.
L’Islam è una religione pericolosa, piena di odio e di morte.
E poi le altre notizie: la donna e l’uomo sono eguali, è vero, però la donna non può e non deve fare determinate cose riservate all’uomo. E ancora, la donna non deve essere oggetto di turbamento, perciò deve coprirsi la testa, i capelli, le braccia e i piedi, e non deve vestirsi all'"occidentale", il che vuol dire: niente pantaloni.
Dopodiché altre novità: a Jamshid, una cittadina sul mar Caspio, lui e lei stavano facendo l’amore al di fuori dei vincoli matrimoniali. La pena è stata proporzionale: quaranta frustate a lei, ottanta a lui.
E non è tutto qui. L’8 marzo, giornata della donna, anche a Teheran ci sono state manifestazioni, o meglio, ci sono state bastonate per le ragazze che avevano creduto che la cacciata dello Scià potesse costituire un passo avanti e non cento passi indietro.
Ed in provincia, le più “moderne” sono state sfigurate col vetriolo.
E dagli uffici e dalle scuole le “eretiche”, come le ha definite “La Repubblica”, sono state trascinate per le strade, bastonate e “convinte” ad andare a “rivestire”.
E ci sono le notizie delle fucilazioni, non solo di politici o di militari compromessi con il passato regime, ma anche di uomini sportivi.
Ghaban Jaffari, campione di lotta al bastone, e Parviz Bada, campione asiatico dei pesi massimi per la boxe. È come se nel 1945 avessero fucilato Monzeglio, Meazza e Piola perché campioni dello sport italiano durante il fascismo, come ha intitolato un suo pezzo di prima pagina Oreste Del Buono sul “Corriere della Sera” del 9 marzo.
Perciò, dopo tanta preparazione, ce lo aspettavamo da un momento all’altro che nell’Iran rivoluzionario islamico di Komeini, succedesse anche quello che infine è successo: quattro omosessuali sono stati fucilati per aver avuto rapporti con un ragazzo.
La sentenza è stata, è, senza ombra di dubbio, “nel nome del popolo”, per gli interessi del “popolo”, sotto l’illuminata guida di Allah!
La sentenza parla di “violenza” praticata contro il giovane.
Non ci crediamo.
Siamo troppo furbi.
Ne abbiamo viste troppe.
E in ogni caso, non si uccide mai nessuno, per nessun motivo.
Perché se dovesse venir accettata la logica della violenza che chiama violenza, per quale motivo, allora, non dovremmo anche noi farla propria e, visto che Komeini è un nostro mortale nemico, e uno che ci uccide, perché non dovremmo noi stessi ucciderlo?

CHAMUN

Articolo pubblicato su «La Repubblica»
IT ARC-RM FMC-S2-B1-F3-D029 · Unità documentaria · 1992-05-22
Parte di Fondo Massimo Consoli

Articolo pubblicato su «La Repubblica» del 22 maggio 1992 dal titolo “In Germania il primo programma gay. È “Anderson” va in onda da giovedì scorso su una tv via cavo ed è dedicato ai problemi e alla cultura omosessuale”