Articolo pubblicato su «Avvenire» di Pier Giorgio Liverani del 25 febbraio 1990 denominato “Un mercato che tira”
Articolo in inglese firmato da Claudio Terribili in cui si parla della figura di Massimo Consoli e della condizione dei gay in Italia.
Articolo di Pier Giorgio Liverani pubblicato su “Repubblica” e tradotto in lingua inglese “Nor ghettos neither privileges”, l’articolo contiene un invito a mandare lettere di protesta contro la redazione dell “Avvenire”.
Articolo di Panorama del 30 maggio 1993 a firma Gianfranco Miglio dal titolo “Disobbedisco, ribellarsi allo Stato è lecito: lo diceva Thoreau. Ma oggi sarebbe davvero giusto?”;
Articolo di I-D Magazine “Italy, an unbelievable week that will make history!” firmato da Matthew Collin in cui si parla della comunità gay romana.
Articolo di Franco Garofalo indirizzato a numerose riviste straniere. Descrive lo svolgimento della Mostra “AIDS le pesti parallele”
Articolo del giornalista Stefano Di Michele pubblicato in data 27 gennaio 1990 su “l’Unità”. L’articolo riporta il contradditorio all’interno della Giunta Capitolina tra la DC e il PSI sulla questione relativa alla richiesta di una sede per la comunità gay di Roma presentata da Consoli.
Articolo del giornalista Stefano Di Michele pubblicato in data 27 gennaio 1990 su “l’Unità”: l’articolo riporta il contraddittorio all’interno della Giunta Capitolina tra la DC e il PSI sulla questione relativa alla richiesta di una sede per la comunità gay di Roma presentata da Consoli
Articolo del giornalista Piergiorgio Liverani pubblicato in data 14 gennaio 1990 su «Roma Sette» supplemento al numero domenicale del quotidiano «Avvenire»: l’articolo è contrario alla richiesta di una sede per la comunità gay Romana presentata da Massimo Consoli al Sindaco di Roma.
Articolo del giornalista Piergiorgio Liverani pubblicato in data 14 gennaio 1990 su “Roma Sette” supplemento al numero domenicale del quotidiano “Avvenire”: l’articolo è contrario alla richiesta
Articolo del giornalista Orazio La Rocca pubblicato in data 21 gennaio 1990 su «La Repubblica». Riporta il contenuto dell’articolo pubblicato su “Roma Sette” («Avvenire»)
Articolo del giornalista Orazio La Rocca pubblicato in data 21 gennaio 1990 su «La Repubblica». Riporta il contenuto dell’articolo pubblicato su «Roma Sette» («Avvenire»).
Trascrizione completa:
“Invito” del Vicariato al Comune: “Non affittate locali”
“Una sede ai gay? Giammai!”
PER colpa del movimento gay romano, tra la nuova amministrazione capitolina e il Vicariato si è già ai ferri corti. In una nota pubblicata su Roma Sette, l’inserto domenicale della diocesi romana del quotidiano cattolico Avvenire, i nuovi amministratori sono stati invitati a non concedere ai gay romani alcuni locali dove dovrebbe nascere un centro di «cultura omosessuale», finanziato anche dal Comune. La nota, intitolata Né ghetti, né privilegi è firmata da Piergiorgio Liverani, presidente dell’Azione cattolica romana, è un aperto ammonimento lanciato al Campidoglio, invitato a «non seguire» analoghi esempi già realizzati a Bologna e a Venezia.
Dopo durissime critiche fatte ai due centri sociali realizzati dagli amministratori bolognesi e veneziani, la nota ricorda che a Roma «qualche analogo tentativo era stato fatto negli anni scorsi per alcuni locali al Testaccio, fortunatamente non accolti dall’Amministrazione comunale». «Con tutta la comprensione e il rispetto a cui, come persone, anche gli omosessuali hanno diritto – precisa il presidente dell’Azione cattolica romana, Liverani, nel suo intervento – e al di là delle pur necessarie e opportune valutazioni morali circa il comportamento omosessuale, non si comprende il motivo per cui una particolare tendenza debba costituire delle persone in categorie e attribuire loro, diritti particolari a spese della comunità». Viviamo in una società ed in una città sufficientemente libere, commenta Roma Sette, «se dunque qualcuno vuole un particolare luogo di incontro, se lo trovi e se lo paghi, come fanno tutti gli altri cittadini». «I gay – precisa ulteriormente la nota del giornale diocesano – dicono di essere in trecentomila, gran parte di essi appartiene sicuramente a ceti senza problemi economici: che difficoltà possono avere ad autofinanziarsi?».
La realtà, ragiona la nota, è che i gay mirano ad avere «un riconoscimento pubblico delle loro, come dire?, qualità pubbliche e della loro categoria come tale». Ma questo, secondo il giornale diocesano, equivarrebbe ad una ghettizzazione: «E non pare – conclude Liverani – che la condizione gay meriti il ghetto, né tanto meno il privilegio».
(orazio la rocca)
LA REPUBBLICA, 21 Gennaio 1990 (Domenica) – Cronaca di Roma, pag. I