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COMMENTO
Leggere “Via col vento in Vaticano” de I Millenari (ed. Kaos) è scioccante.
Ma solo inizialmente.
Si perché riflettendoci bene risulta quasi scontato.
Chi di noi non conosceva già, un po’ per sentito dire, un po’ per esperienza diretta, degli agi della gerarchia ecclesiastica? Chi non sospettava degli ozi, degli intrallazzi, dei raggiri e delle rilassatezze del nostro clero?
Sicuramente è di un certo effetto leggere dalla penna di un gruppo di prelati, che in Vaticano hanno svolto, e forse ancora svolgono la propria attività, certe sconcezze.
Il mondo è stato abituato ed “educato” ad esonerare preti e suore, vescovi e cardinali da talune infedeltà e tradimenti ritenendo solo altre le categorie, quali i politici, gli industriali, i sindacati capaci delle peggiori e più scandalose malvagità in nome del potere e della carriera.
Dobbiamo ancora una volta ricrederci.
Ancora una volta perché molti sono gli scritti sulle nefandezze che in Vaticano nascono e crescono rigogliose. Basti leggere “In nome di Dio” di D. Yallop (Ed. Tullio Pironti) che con intelligente ricerca storico-cronistica asserisce molto verosimilmente l’uccisione di Papa Giovanni Paolo I. Oppure sfogliare libri come “Dentro il Convento” di Nancy Manahan e Rosemary Curb, “Il Caso Marcinkus” di Leonardo Coen e Leo Sisti, “Un eroe borghese” di Corrado Stajano.
Infine ricordare le accuse della magistratura italiana nei confronti del Cardinale Marcinkus e dello Ior (leggi Banca Vaticana) nel coinvolgimento del “crack” del Banco Ambrosiano e del “suicidio!?!” di Calvi a Londra.
Ma si sa gli uomini buoni vanno in paradiso quelli cattivi dappertutto. E questo vale anche per la gerarchia ecclesiastica.
L’ingerenza del clero nella vita delle popolazioni di tutto il mondo è spesso eccessiva. Si occupa e si preoccupa di tutto. Dalla letteratura, alla cinematografia, dalla televisione, all’informatica, dall’arte, alla cucina, dall’informazione, alla meteorologia emettendo giudizi e sputando sentenze. Ma Gesù ha detto “Preoccupati della trave nel tuo occhio prima che della pagliuzza nell’altrui”, chissà se qualcuno lo ha mai insegnato loro.
L’ultima preoccupazione dei soliti prelati benpensanti, intransigenti e moralisti (verso gli altri) ma dalle abitudini licenziose e grossolane è quella, quasi fosse colpa nostra, della crisi delle vocazioni. Nel libro si legge “A nessun cristiano è consentito di essere credente senza essere nel contempo credibile”.
Meditate, gente, meditate.
Vibonati ’99
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